Addio, Barbaro
A partire dai vostri giorni al centro di formazione giusto delle colline, al
entrata del vostro spirito, questa mattina, nelle colline giuste di
eternità, Barbaro, eravate un ricordo, a tutti noi che
ami i cavalli, di perché facciamo e di perché manterremo sul amore
loro nonostante il crepacuore inevitabile che l'amore
porti.
, Come esseri umani, non facciamo e non possiamo, capire il mistero
del cavallo; quanto anche nei confini di una stalla trasportano
presso loro tutti gli spazi all'aperto ampi della terra; come,
anche se possiamo sellarli nell'arroganza, senza il loro
resistenza e swiftness, come specie, non possiamo avere
superstite a; e come montare un cavallo è di imbarcarsi in a
viaggio di padronanza non del cavallo, ma ed allora
il mondo.
E quando lo abbiamo perso, Barbaro, di che era il simbolo
coraggio, resistenza, pazienza e un desiderio sormontare, noi
ha perso un che, per un breve periodo, è diventato un ponticello fra
quelli di noi che non possono immaginare un mondo senza cavalli e
coloro che, prima di voi, non aveva conosciuto loro niente.
Non lo dimenticherò mai, Barbaro, poichè non dimenticherò mai
le immagini che ho veduto di grande ruffiano e vanno per
Bacchetta e Landaluce ed isola del pino, che tutti sono stati presi
da noi prima del loro tempo. E spero, se ci è
lo stallion ed il broodmare lega nel cielo, quello che li avete
tutti in i vostri.













